| Dopo un iter durato circa 4 anni il Parlamento ha varato nel luglio del 2000 la Carta dei diritti del contribuente, detta anche "Statuto del contribuente".
Le norme della Carta, approvata con la legge n.212 del 27.7.2000, si possono distinguere in tre gruppi principali:
1. norme che stabiliscono vincoli per il legislatore
2. norme che stabiliscono vincoli per l'amministrazione e diritti per il contribuente
3. norme che istituiscono il "Garante del contribuente".
Molte di queste norme, tra cui soprattutto quelle relative al diritto di interpello, devono essere completate da appositi regolamenti, alcuni dei quali sono in corso di elaborazione.
1. Vincoli per il legislatore
Norme interpretative
Il ricorso a norme interpretative in materia tributaria è ammesso solo in casi eccezionali e con legge ordinaria (art.1, c.1). Le leggi che non hanno un oggetto tributario non possono contenere disposizioni di carattere tributario, a meno che non siano attinenti all'oggetto della legge stessa (art.2, c.2).
Efficacia nel tempo
Le modifiche introdotte ai tributi periodici si applicano solo a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle leggi che le prevedono. In ogni caso, le norme non possono imporre ai contribuenti adempimenti che scadano prima di 60 giorni dalla loro entrata in vigore. Non è consentito prorogare i termini di prescrizione e decadenza per gli accertamenti (art.3).
Decreti-legge
L'istituzione di nuovi tributi non può essere disposta con decreto-legge.
2. Vincoli per l'amministrazione, diritti per il contribuente
Diritto all'informazione
In base all'art.5 dello Statuto l'amministrazione finanziaria deve assumere iniziative volte a consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni legislative e amministrative vig...leggi
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